Da Kyos Verona

28 luglio 2009

Coloriamo il mondo

Una serie di progetti per la riqualificazione cromatica delle periferie e delle aree urbane dismesse


Terzo Premio (ex aequo): “Colours for a new living” di Mazzone, Toniolo, Bolla e Schanung

12 maggio 2009

L’altro lavoro qualificatosi al terzo posto è “Colours for a new living”. Il progetto di intervento su alcune Case Popolari di Verona, del gruppo di studenti dell’Accademia Cignaroli Mazzone, Toniolo, Bolla e Schanung.

colours for a new living (5)

Si tratte delle case popolari di via Lussino a Verona, e proprio degli edifici con i “danni più rilevanti sia dal punto di vista estetico che strutturale”. L’intervento proposto dal gruppo si basa su “un colore più vicino alla soluzione architettonica iniziale”, un arancione dalla calde tonalità, ma “tutte le sporgenze e rientranze della zona balcone sono state colorate seguendo uno schema cromatico sui toni freddi che vanno dal viola all’azzurro”.

Leggi il seguito di questo post »


Terzo Premio (ex aequo): Piazza San Sebastiano a Verona di Debora Giacinti

5 maggio 2009

Al terzo posto ex aequo l’intervento di Debora Giacinti dell’Accademia Cignaroli di Verona, sulle case di piazzetta San Sebastiano a Villafranca di Verona. Un intervento di riqualificazione cromatica nato dalla sua esperienza di inquilina di una di quelle case che, prendendo come “spunto le caratteristiche policromie delle città marinare”, vivacizza la piazza con “facciate dipinte nei diversi colori che si susseguono e rincorrono”, portando “una ventata d’aria nuova a basso costo”.

3-prospetto-alloggi

Leggi il seguito di questo post »


COLORIAMO IL MONDO – I VINCITORI

28 aprile 2009

Premiati i progetti degli studenti che hanno partecipato ai Workshop su “il colore negli interventi di riqualificazione urbana”, ideati e organizzati dal prof. Massimo Caiazzo e dalla prof. Anna Barbara, per promuovere ed educare alla cultura progettuale del colore. Vincono il primo premio Heewon Kim e Larsen Niklas per “Green Tunnel”. Un premio speciale dall’IACC

Leggi il seguito di questo post »


Da DNEWS Verona

16 marzo 2009

logoDesign ambientale – LUNEDÌ 16_M A R ZO 2009

I colori cercano spazio in città

Il piano>> Dalla Cignaroli idee per rendere meno grigia la periferia. E c’è anche il carcere

di Chiara Bazzanella

Fabbriche, aziende, industrie, ma anche semplici abitazioni. Edifici e costruzioni che, inserendosi nel territorio, possono valorizzarlo a seconda dell’utilizzo o meno di una “corretta tavolozza cromatica”. A Verona, in un futuro non troppo lontano, interventi di design ambientale incentrati sull’utilizzo del colore potrebbero essere realizzati nelle case popolari Agec di via Lussino. Al momento questa risulta l’unica area su cui sia stato espresso un reale desiderio di intervento, in riferimento ai progetti ideati dagli studenti della Cignaroli per il workshop sulla “riqualificazione delle aree urbane dismesse attraverso il colore” promosso dal professor Massimo Caiazzo.  Oltre a insegnare in alcune accademie milanesi, Caiazzo è docente di cromatologia alla Cignaroli da quattro anni, e a Verona ha collaborato con l’Atv per la realizzazione degli autobus a gas naturale. Spiega il docente: «Tutto è iniziato con un progetto nel carcere di Bollate basato sull’utilizzo sociale del colore. Poi ho pensato a un workshop per gli studenti di alcune scuole milanesi. Ma non volevo che da questo percorso fossero esclusi i ragazzi della Cignaroli, che chiedono sempre di essere coinvolti e sostenuti. Senza aree concrete di intervento su cui esprimersi, la formazione risulta fortemente penalizzata». A febbraio gli studenti veronesi hanno presentato i lavori. Precisa il docente: «Mentre a Milano l’attenzione dei ragazzi è stata rivolta soprattutto alle zone industriali, i circa 70 veronesi che hanno partecipato al concorso si sono mostrati tutti molto interessati a intervenire nelle zone periferiche della città o nei paesi della provincia limitrofa in cui vivono. A riprova che la delizia del centro non cancella la realtà di una dimensione periferica abbandonata e non curata, che sottolinea il confine tra chi sta dentro e chi fuori». Dopo l’esperienza di Bollate, Caiazzo è stato invitato a intervenire anche nel carcere di Verona. La richiesta è arrivata proprio da una sua studentessa della Cignaroli, Debora Giacinti, che si sta laureando con una tesi sulla riqualificazione cromatica nel carcere di Montorio. «Gli spazi non sono soltanto aree di transito, ma realtà in cui si vive quotidianamente. Migliorarne l’aspetto serve a influire positivamente sulla sfera emotiva delle persone», spiega il docente. E continua: «La forza lavoro in carcere di solito non viene sfruttata, ma abbiamo formato un bel team di stranieri, entusiasti di abbellire i luoghi in cui vivono». Spiega la laureanda: «Nella zona limitrofa alla Chiesa del carcere abbiamo dipinto le sbarre di viola scuro che, con il color glicine dato alle pareti crea un effetto come di lastra di vetro, per cui le sbarre sembrano non esserci». I lavori a Montorio sono iniziati a dicembre, grazie al sostengo della dottoressa Ribezzi.

Il PDF dell’articolo: 2009_03_16 DNewsVerona


Da il Giorno

11 febbraio 2009

logo_giornomercoledì 11 febbraio

Lettere e Commenti

Coraggio: una mano di colore su Milano, e la città si farà più bella

di PIERO LOTITO

Milano ha paura del colore. Al momento della posa in piazzale Cadorna, il monumento “Ago e filo” di Oldenburg suscitò un bailamme di polemiche più per i suoi eclatanti colori (giallo, rosso, verde) che non per le dimensioni e la forma in verità inconsuete. Se proviamo a chiedere in giro: «Pensando a un’opera di Mirò, che cosa vedete?», nove su dieci (di quelli che conoscono l’artista, si capisce) risponderanno: «Segni geometrici e colori». Leggi il seguito di questo post »


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.